L’arrivo di un beb di solito una gioia, una notizia che riempie di felicit, ma non sempre si pronti a vivere l’esperienza della maternit. Capita spesso che la scoperta della gravidanza sia del tutto inattesa, frutto di una distrazione, di un calcolo sbagliato o di un inconveniente, o che i futuri genitori non se la sentano di portare avanti un’esperienza cos impegnativa. Capita purtroppo ancora pi spesso che le giovani mamme si ritrovino da sole ad accollarsi una cos grande responsabilit e che decidano di effettuare un’interruzione di gravidanza.

Da ormai pi di trent’anni possibile farlo, grazie alla legge 194 che tutela le giovani donne decise ad affrontare un’interruzione di gravidanza, e mette a loro disposizione strutture ospedaliere adeguate, evitando cos il proliferare di aborti clandestiniun tempo tanto diffusi, causa di malattie gravi e spesso anche della morte delle giovani madri.

In tutte le grandi citt sono presenti consultori e centri d’ascolto dove possibile incontrare personale altamente competente in materia. A Roma ad esempio, dove si registra un alto numero di interruzioni di gravidanzasoprattutto tra le ragazze minorenni extracomunitarie, possibile rivolgersi all’AIED, un consultorio che fornisce assistenza non solo nella fase iniziale e in quella dell’intervento, ma soprattutto mette a disposizione delle giovani donne anche un supporto psicologico, spesso necessario nelle settimane e nei mesi che seguono l’interruzione di gravidanza.

Nella capitale ci sono svariati centri AIED della capitale, ma sono solo tre quelli in cui possibile rivolgersi per una interruzione volontaria di gravidanza(IVG). In questi tre centri, specializzati nell’accoglienza degli adolescenti, possibile non solo eseguire l’interruzione, ma anche seguire degli incontri mirati alla prevenzione e alla cura delle malattie sessualmente trasmissibili, con controlli annuali gratuiti. Il tutto, naturalmente, nel massimo della privacy e della riservatezza. Negli stessi centri sono disponibili consulti medici e psicologici in lingua inglese, proprio per andare incontro alla domanda sempre crescente da parte di donne extracomunitarie.